Le 5 curisità sull’isola croata dugi otok che forse non sapevate

1. DUGI OTOK COME SET PUBBLICITARIO

La splendida baia del faro di Dugi otok è stata scelta per la pubblicità di un prodotto molto amato e usato su larga scala in Croazia: un misto di ottime erbe aromatiche chiamato “Vegeta”.
La società croata che la produce è la Podravka.
La Vegeta è un prodotto di condimento e viene esportata in oltre 40 paesi di tutto il mondo.
Il divertente spot pubblicitario racconta la storia di un naufrago che approda su un’isola (Dugi otok). Non contento di mangiare cibo insipido egli va alla ricerca di erbe aromatiche che mescolate tra loro creano sapori deliziosi, che sono alla base della ricetta della Vegeta.
Il naufrago, estasiato da tali sapori, preferisce ignorare la nave di passaggio e di farsi soccorrere e continua a gustare i buoni aromi.

Pubblicità esilarante per un delizioso prodotto!
La troupe ha soggiornato presso gli appartamenti Gorgonia.

LA STORIA IN FOTOGRAFIA

L’approdo del naufrago sull’isola.

Il naufrago cucina, ma il cibo è insipido ed egli non è soddisfatto.

Il naufrago va alla ricerca delle spezie sulle rocce di Dugi otok….

…..e sulla riva del mare.

L’uomo ha trovato quanto gli serve.

Il naufrago cucina con le nuove spezie.

La felicità è massima: il naufrago ha trovato la miscela di erbe aromatiche, ricetta della Vegeta. Ora non ha nessuna voglia di lasciare l’isola!

Il lavoro della troupe

2. IL FARO PIÙ ALTO DELLA CROAZIA

All’estremo nord di Dugi otok è situato il grande faro, quello più alto della Croazia. Misura 42 metri di altezza ed è stato costruito nel 1849 dall’impero austro ungarico. 

La cosa particolare è che per costruirlo siano state utilizzate 100 000 uova di gabbiano provenienti dalle vicinanze. Lo scopo era di costruire un intonaco elastico e resistente nel tempo. Gli austroungarici ci sono effettivamente riusciti: infatti da 150 anni la facciata risulta essere in perfetto stato!

I fari costruiti dall’impero sono posizionati in modo tale che uno faro sia sempre visibile durante la navigazione: per esempio quando quello situato sull’isola di Premuda non è più visibile, compare quello situato a Dugi otok.
Prima della nascita dei moderni strumenti di bordo, le luci di questi fari avevano un’importanza fondamentale per una navigazione sicura.

Nonostante le tecnologie avanzate ancora oggi il faro ha il suo guardiano. Una famiglia vive tutto l’anno al suo interno e vigila che tutto funzioni.

Dalla cima si gode un panorama mozzafiato: dopo giornate di bora si riesce addirittura a vedere il Monte Conero nei pressi di Ancona, che dista 60 miglia.
Nel cortile di fronte al faro è situata la cappella di San Nicola nella quale vengono organizzati matrimoni offrendo una scenografia particolare.

Gli austroungarici hanno inoltre costituito un percorso tra i pini marittimi, che oggi risulta essere un meraviglioso sentiero di 200 metri sotto un tunnel di pini. Questo tragitto collega il faro al molo di attracco per le imbarcazioni.

3. LE CISTERNE D’ACQUA SULL’ISOLA

Dato che sull’isola non ci sono fiumi e laghi con acqua dolce, l’acqua piovana viene raccolta nelle cisterne di ogni pase e di ogni casa privata.
Ogni casa e appartamento di vacanza a Dugi otok viene costruito leggermente rialzato, affinché ogni goccia di pioggia possa venire raccolta. 

C’è inoltre una nave cisterna, che nei mesi estivi porta la preziosa acqua sull’isola. L’acqua per arrivare nel paese di Verunic viaggia all’interno di un enorme contenitore di una nave. La nave da Zadar attracca al molo del paese di Veli rat. Da qui alcuni uomini tramite dei tubi galleggianti e potenti pompe arrivano a pompare l’acqua fino ogni appartamento del paese.
Prima viene riempita la cisterna comune del villaggio a cui ogni paesano ha diritto di attingere in caso di emergenza. Quest’ acqua serve anche in caso di un eventuale incendio. Se ne avanza, viene pompata nelle cisterne dei paesani.

4. LA LINGUA

Con le conquiste della Repubblica di Venezia nel XVIII si cominciò a parlare il veneto, una lingua romanza, in tutta la Dalmazia.
Oggi il dalmata è un dialetto croato parlato dagli abitanti della Dalmazia. Sono presenti vocaboli veneti, italiani e naturalmente croati.
Per esempio gli abitanti del paese di VERUNIC, ancora oggi chiamano il loro paese VERONA.

5. NOMI DELLE ISOLE

Il Regno di Dalmazia dal 1867 fece parte dell’Impero austro-ungarico e la sua capitale era la città di Zadar. Un gruppo di politici locali desiderava mantenere l’autonomia del Regno di Dalmazia dall’impero.
Fu in quegli anni che gli austro-ungarici, ridisegnando le carte nautiche della zona, domandarono ai locali i nomi delle isole. I locali risposero con parolacce. I nomi con i quali denominarono le isole sono visibili ancora oggi sulle carte nautiche.
Isolette a sud di Dugi otok si chiamano: “Babina gusica” (sedere della nonna), “Velika kurba” (grande puttana) e mala kurba (piccola puttana).

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